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La Voce aprile 2010

Il mensile della parrocchia di in Vedelago  vocedivedelago@yahoo.it

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Vedelago riconosce il bene fatto dalle sue Suore

Pensierini....in famiglia: Una cupa tristezza

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Circolo Noi : Incontri al circolo, Raccolta fondi, Ostensione della Sacra Sindone

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Caritas Parrocchiale:Quaresima di solidarietà

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE PER LA XLVII GIORNATA MONDIALE DI PREGHIERA PER LE VOCAZIONI.

Tema: La testimonianza suscita vocazioni.

25 APRILE 2010 -  IV DOMENICA DI PASQUA
Giornata mondiale per le vocazioni

 La 47a Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni, che si celebrerà la IV domenica di Pasqua - domenica del "Buon Pastore" - il 25 aprile 2010, mi offre l'opportunità di proporre alla vostra riflessione un tema che ben si intona con l'Anno Sacerdotale: La testimonianza suscita vocazioni.

Elemento fondamentale e riconoscibile di ogni vocazione al sacerdozio e alla consacrazione è l'amicizia con Cristo. Gesù viveva in costante unione con il Padre, ed è questo che suscitava nei discepoli il desiderio di vivere la stessa esperienza, imparando da Lui la comunione e il dialogo incessante con Dio. Se il sacerdote è l' "uomo di Dio", che appartiene a Dio e che aiuta a conoscerlo e ad amarlo, non può non coltivare una profonda intimità con Lui, rimanere nel suo amore, dando spazio all'ascolto della sua Parola. La preghiera è la prima testimonianza che suscita vocazioni. Come l'apostolo Andrea, che comunica al fratello di aver conosciuto il Maestro, ugualmente chi vuol essere discepolo e testimone di Cristo deve averlo "visto" personalmente, deve averlo conosciuto, deve aver imparato ad amarlo e a stare con Lui.

Altro aspetto della consacrazione sacerdotale e della vita religiosa è il dono totale di sé a Dio. Scrive l'apostolo Giovanni: "In questo abbiamo conosciuto l'amore, nel fatto che egli ha dato la sua vita per noi; quindi anche noi dobbiamo dare la vita per i fratelli" (1 Gv 3,16). Con queste parole, egli invita i discepoli ad entrare nella stessa logica di Gesù che, in tutta la sua esistenza, ha compiuto la volontà del Padre fino al dono supremo di sé sulla croce. Si manifesta qui la misericordia di Dio in tutta la sua pienezza; amore misericordioso che ha sconfitto le tenebre del male, del peccato e della morte. L'immagine di Gesù che nell'Ultima Cena si alza da tavola, depone le vesti, prende un asciugamano, se lo cinge ai fianchi e si china a lavare i piedi agli Apostoli, esprime il senso del servizio e del dono manifestati nell'intera sua esistenza, in obbedienza alla volontà del Padre (cfr Gv 13,3-15). Alla sequela di Gesù, ogni chiamato alla vita di speciale consacrazione deve sforzarsi di testimoniare il dono totale di sé a Dio. Da qui scaturisce la capacità di darsi poi a coloro che la Provvidenza gli affida nel ministero pastorale, con dedizione piena, continua e fedele, e con la gioia di farsi compagno di viaggio di tanti fratelli, affinché si aprano all'incontro con Cristo e la sua Parola divenga luce per il loro cammino. La storia di ogni vocazione si intreccia quasi sempre con la testimonianza di un sacerdote che vive con gioia il dono di se stesso ai fratelli per il Regno dei Cieli. Questo perché la vicinanza e la parola di un prete sono capaci di far sorgere interrogativi e di condurre a decisioni anche definitive (cfr Giovanni Paolo II, Esort. ap. post-sinod. Pastores dabo vobis, 39).

Infine, un terzo aspetto che non può non caratterizzare il sacerdote e la persona consacrata è il vivere la comunione. Gesù ha indicato come segno distintivo di chi vuol essere suo discepolo la profonda comunione nell'amore: "Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri" (Gv 13,35). In modo particolare, il sacerdote dev'essere uomo di comunione, aperto a tutti, capace di far camminare unito l'intero gregge che la bontà del Signore gli ha affidato, aiutando a superare divisioni, a ricucire strappi, ad appianare contrasti e incomprensioni, a perdonare le offese. È importante realizzare la comunione di vita, che mostri loro la bellezza dell'essere sacerdote. Allora, il giovane dirà: "questo può essere un futuro anche per me, così si può vivere" Mi piace ricordare quanto scrisse il mio venerato Predecessore Giovanni Paolo II: "La vita stessa dei presbiteri, la loro dedizione incondizionata al gregge di Dio, la loro testimonianza di amorevole servizio al Signore e alla sua Chiesa - una testimonianza segnata dalla scelta della croce accolta nella speranza e nella gioia pasquale -, la loro concordia fraterna e il loro zelo per l'evangelizzazione del mondo sono il primo e il più persuasivo fattore di fecondità vocazionale" (Pastores dabo vobis, 41). Si potrebbe dire che le vocazioni sacerdotali nascono dal contatto con i sacerdoti, quasi come un prezioso patrimonio comunicato con la parola, con l'esempio e con l'intera esistenza.

Questo vale anche per la vita consacrata. L'esistenza stessa dei religiosi e delle religiose parla dell'amore di Cristo, quando essi lo seguono in piena fedeltà al Vangelo e con gioia ne assumono i criteri di giudizio e di comportamento. Diventano "segno di contraddizione" per il mondo, la cui logica spesso è ispirata dal materialismo, dall'egoismo e dall'individualismo. La loro fedeltà e la forza della loro testimonianza, poiché si lasciano conquistare da Dio rinunciando a se stessi, continuano a suscitare nell'animo di molti giovani il desiderio di seguire, a loro volta, Cristo per sempre, in modo generoso e totale. Imitare Cristo casto, povero e obbediente, e identificarsi con Lui: ecco l'ideale della vita consacrata, testimonianza del primato assoluto di Dio nella vita e nella storia degli uomini.

Ogni presbitero, ogni consacrato e ogni consacrata, fedeli alla loro vocazione, trasmettono la gioia di servire Cristo, e invitano tutti i cristiani a rispondere all'universale chiamata alla santità. Pertanto, per promuovere le vocazioni specifiche al ministero sacerdotale ed alla vita consacrata, per rendere più forte e incisivo l'annuncio vocazionale, è indispensabile l'esempio di quanti hanno già detto il proprio "si" a Dio e al progetto di vita che Egli ha su ciascuno. La testimonianza personale, fatta di scelte esistenziali e concrete, incoraggerà i giovani a prendere decisioni impegnative, a loro volta, che investono il proprio futuro. Per aiutarli è necessaria quell'arte dell'incontro e del dialogo capace di illuminarli e accompagnarli, attraverso soprattutto quell'esemplarità dell'esistenza vissuta come vocazione. Così ha fatto il Santo Curato d'Ars, il quale, sempre a contatto con i suoi parrocchiani, "insegnava soprattutto con la testimonianza di vita. Dal suo esempio, i fedeli imparavano a pregare" (Lettera per l'Indizione dell'Anno Sacerdotale, 16 giugno 2009).

Possa ancora una volta questa Giornata Mondiale offrire una preziosa occasione a molti giovani per riflettere sulla propria vocazione, aderendovi con semplicità, fiducia e piena disponibilità. La Vergine Maria, Madre della Chiesa, custodisca ogni più piccolo germe di vocazione nel cuore di coloro che il Signore chiama a seguirlo più da vicino; faccia sì che diventi albero rigoglioso, carico di frutti per il bene della Chiesa e dell'intera umanità. Per questo prego, mentre imparto a tutti la Benedizione Apostolica.

Dal messaggio del Papa per la Giornata

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Ufficio delle Letture del Sabato Santo

Da un'antica « Omelia sul Sabato santo ».

La discesa agli inferi del Signore

Che cosa è avvenuto? Oggi sulla terra c'è grande silenzio, grande silenzio e solitudine. Grande silenzio perché il Re dorme: la terra è rimasta sbigottita e tace perché il Dio fatto carne si è addormentato e ha svegliato coloro che da secoli dormivano. Dio è morto nella carne ed è sceso a scuotere il regno degli inferi.

Certo egli va a cercare il primo padre, come la pecorella smarrita. Egli vuole scendere a visitare quelli che siedono nelle tenebre e nell'ombra di morte. Dio e il Figlio suo vanno a liberare dalle sofferenze Adamo ed Eva che si trovano in prigione.

Il Signore entrò da loro portando le armi vittoriose della croce. Appena Adamo, il progenitore, lo vide, percuotendosi il petto per la meraviglia, gridò a, tutti e disse: «Sia con tutti il mio Signore». E Cristo rispondendo disse ad Adamo: « E con il tuo spinto ». E, presolo per mano, lo scosse, dicendo: "Svegliati, tu, che dormi, e risorgi dai morti", e Cristo ti illuminerà.

Io sono il tuo Dio, che per te sono diventato tuo figlio; che per te e per questi, che da te hanno avuto origine, ora parlo e nella mia potenza ordino a coloro che erano in carcere: Uscite! A coloro che erano nelle tenebre: Siate illuminati! A coloro che erano morti: Risorgete! A te comando: Svegliati, tu che dormi! Infatti non ti ho creato perché rimanessi prigioniero nell'inferno. Risorgi dai morti. Io sono la vita dei morti. Risorgi, opera delle mie mani! Risorgi mia effige, fatta a mia immagine! Risorgi, usciamo di qui! Tu in me e io in te siamo infatti un'unica e indivisa natura.

Per te io, tuo Dio, mi sono fatto tuo figlio. Per te io, il Signore, ho rivestito la tua natura di servo. Per te, io che sto al di sopra dei cieli, sono venuto sulla terra e al di sotto della terra. Per te uomo ho condiviso la debolezza umana, ma poi son diventato libero tra i morti. Per te, che sei uscito dal giardino del paradiso terrestre, sono stato tradito in un giardino e dato in mano ai Giudei, e in un giardino sono stato messo in croce. Guarda: sulla mia faccia gli sputi che io ricevetti per te, per poterti restituire a quel primo soffio vitale. Guarda sulle mie guance gli schiaffi, sopportati per rifare a mia immagine la tua bellezza perduta.

Guarda sul mio dorso la flagellazione subita per liberare le tue spalle dal peso dei tuoi peccai» Guarda le mie mani inchiodate al legno per te, che un tempo avevi malamente allungato la tua mani all'albero. Morii sulla croce e la lancia penetrò nel mio costato, per te che ti addormentasti nel paradiso e facesti uscire Eva dal tuo fianco. Il mio costato sanò il dolore del tuo fianco. Il mio sonno ti libererà dal sonno dell'inferno. La mia lancia trattenne la lancia che si era rivolta contro di te

Sorgi, allontaniamoci di qui. Il nemico ti fece uscire dalla terra del paradiso. Io invece non ti rimetto più in quel giardino, ma ti colloco sul trono celeste. Ti fu proibito di toccare la pianta simbolica della vita, ma io, che sono la vita, ti comunico quello che sono. Ho posto dei cherubini che come servi ti custodissero. Ora faccio si che i cherubini ti adorino quasi come Dio, anche se non sei Dio.

II trono celeste è pronto, pronti e agli ordini sono i portatori, la sala è allestita, la mensa apparecchiata, l'eterna dimora è addobbata, i forzieri aperti. In altre parole, è preparato per te dai secoli eterni il regno dei cieli ».

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QUARESIMA DI SOLIDARIETA’

Un mese fa la Parrocchia, ha varato l’iniziativa “ Quaresima di Solidarieta’ “ con l’intento di sensibilizzare e coinvolgere la Comunita’ ad offrire  generi alimentari non deperibili da destinare come aiuto a famiglie bisognose  della parrocchia. 

Visto il soddisfacente risultato della raccolta e , auspicandone il prosieguo anche nel corso dell’anno secondo un calendario che verra’ in seguito presentato,  e’ doveroso esprimere, interpretando soprattutto il sentito delle Famiglie che ne hanno beneficiato,  il nostro ringraziamento a tutti coloro che generosamente vi hanno contribuito  , e contribuiranno.

                La nostra Comunita’ , nel dedicare attenzione a questo bisogno emergente,  dimostra l’ impegno in un gesto pratico di solidarieta’ e di educazione alla sobrieta’ , in conformita’  a quanto propostoci nelle riflessioni di un cammino  quaresimale a “ Quattro P “ .

Nell’approssimarsi alla S. Pasqua ,  i  Volontari Caritas  porgono il loro augurio a tutta la Comunita’ parrocchiale .

Se ti interessa fare del volontariato gratuito  siamo a tua disposizione .

Vieni … e vedi .

Piu’ che all’eta’ , guardiamo al cuore!                                          Gruppo Caritas  Parrocchiale 

Referente :

Silvano Pozzobon

cell. 349 0715149

mail : silvanopozzobon@alice.it

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Il Circolo Noi organizza, in occasione dell’ostensione della Sacra Sindone, viaggio a Torino Domenica 25 aprile 2010

Nella primavera del 2010, dopo 10 anni dall'ostensione del Giubileo, la Sindone sarà nuovamente esposta nel Duomo di Torino dal 10 aprile al 23 maggio.

Dal 1578 - anno in cui la Santa Sindone venne portata a Torino per offrire all'Arcivescovo di Milano, Carlo Borromeo, la possibilità di venerarla risparmiandogli una parte del lungo viaggio che avrebbe dovuto effettuare per raggiungere la Savoia e Chambéry - il telo è stato estratto dalla teca che lo custodisce per essere esposto in numerose occasioni, pubblicamente e in privato. Fino al 1997 è stato conservato arrotolato su un cilindro dì legno dentro una cassetta d'argento, oggi è riposto disteso all'interno di un contenitore realizzato con l'ausilio di speciali materiali e delle più moderne tecnologie. Il termine "sindone" deriva dal greco σιυδσẃν (sindo), che indica un tessuto di lino.Le esposizioni pubbliche della Sindone sono chiamate ostensioni (dal latino estendere, "mostrare"). Le ultime sono state nel 1978, nel 1998 e nel 2000: la prossima è prevista per quest'anno.

Ore 06.00 ritrovo dei Sig.ri partecipanti a Vedelago, sistemazione in pullman e partenza per Torino, sosta per relax e colazione; arrivo previsto per le ore 11.30 circa.

All'arrivo breve passeggiata e pranzo in ristorante in centro.

Alle ore 14.45 presentarsi all'accettazione ingresso Sindone e alle   ore   15.00   Visita   alla Sacra Sindone.  Al   termine   passeggiata   libera   nel centro e verso le ore 17.30 tutti in pullman per il rientro a Vedelago. Previsto arrivo verso le ore 22.30.

Quota individuale di partecipazione:

Euro 59,00 = Minimo 40 partecipanti

La quota comprende:

* Viaggio in pullman G.T., eventuali pedaggi autostradali, parcheggi, tasse;

* Pranzo in ristorante completo di bevande;

La quota non comprende:

* Extra di carattere personale;

* Tutto quanto non espressamente indicato alla voce "la quota comprende".

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Iscrizioni entro Sabato 3 aprile 2010 con caparra di Euro 30,00.= presso il Circolo NOI oppure contattare Mirella allo 0423 400 783 oppure 349 19 19 900

 

Venerdì 23 Aprile = Centro Mattara, ore 20,45

filmato in diapositive sonorizzate

NB: Conosciamo in Anteprima la Sacra Sindone

 

Domenica 25 aprile  = A Torino

per vedere con gli occhi e con il cuore

la Sacra Sindone.

 

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