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Capitolo settimo

I RICONOSCIMENTI ALL’OPERA DI DON BRUSATIN

Indice:

Cavaliere della Croce "Benemerenti

Cameriere segreto dei Papa

Canonico della Cattedrale

Cavaliere della Croce "Benemerenti"

Già nel 1913, quand’era ancora presidente della Direzione Diocesana, don Luigi viene insignito da Pio X di un’alta onorificenza, la Croce "Benemerenti", con relativo titolo di Cavaliere.

E’ interessante ricordare come l’avvenimento viene vissuto a Vedelago, per constatare ancora una volta quale unione esista tra il paese ed il suo parroco.

Don Brusatin, benemerito dell’azione sociale cristiana, viene insignito del titolo mentre è in pellegrinaggio a Roma. La notizia giunge, via telegrafo, al segretario-cassiere della Cassa Rurale, Giuseppe Rizzante.

Si organizzano subito i festeggiamenti ed "una folla sterminata", come racconta "Vita" del 19 aprile, recante fiaccole, fiori, rami, preceduta immancabilmente dalla banda, va ad accoglierlo alla stazione di Albaredo. Poi lo accompagna, con lunga fiaccolata e case tutte illuminate, fino alla canonica. La gente è sempre tutta con lui.

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Cameriere segreto dei Papa

Anche dopo il suo forzato ritiro dalla scena diocesana, continuano ad arrivargli attestazioni di stima ed onorificenze.

Il Vescovo continua a tenere in grande considerazione don Luigi, per tutto quello che ha fatto per l’azione cattolica e per io spirito di ubbidienza e di sottomissione sempre dimostrato. Anche a Roma i sospetti per il suo impegno sindacale e per i suoi rapporti con Cappellotto cominciano a venir meno. Si può così valutare più serenamente la sua opera.

Parroco ormai a tempo pieno, don Luigi, nella primavera del ‘14, è tutto preso dai preparativi per il centenario della nascita di Margherita Sanson.

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La casa natale di Margherita Sanson (demolita nel 1963)

Il10 maggio, giorno anniversario, la festa è solenne: Messa del Perosi, eseguita dalla "Schola cantorum" di Vedelago, discorsi dell’Arciprete e del Sindaco, pranzo in Asilo, adunanza generale delle Associazioni locali, accademia nel teatro dell’Istituto. Interviene anche il Vescovo, che annuncia la nomina di don Brusatin a Cameriere Segreto dei Papa. La gente esulta. Arrivano anche le congratulazioni da parte degli amici:

"Mons. Brusatin - Vedelago.

Partecipiamo esultanti meritatissima onorificenza che riconosce sua zelante intelligente opera compiuta grandezza chiesa salute popolo auspicando nuova vivida ripresa luminoso cammino.

Saretta - Corazzin - Ferrarese - Peloso - Conti".

La stampa ricorda l’avvenimento; così lo commenta il "Berico" (12-5-1914):

"A pochi sono noti l’abnegazione, il sacrificio, l’amore, la rettitudine di mons. Brusatin, che per ben tre anni diresse il movimento cattolico trevigiano. I fatti parlano chiaro abbastanza. All’apostolo della nostra nuova azione la nuova onorificenza significa conferma, app rovazione piena, incondizionata, di tutto un movimento che, sotto la sua direzione, si è affermato in diocesi e che deve continuare: per noi il nome di Brusatin rappresenta un programma".

A fine aprile il Vescovo aveva ricevuto dal Papa il "Biglietto per mons. Brusatin", con unite mille lire da usare "per il bene dell’Asilo", ed aveva subito ringraziato il Santo padre "di questa nuova prova di singolare affetto,... certo che l’ottimo sacerdote onorerà le nobili insegne e ... riceverà novello impulso per lavorare con alacrità sempre viva nella vigna del Signore" .

Il Vescovo lo vorrebbe ancora a Treviso; alla fine del ‘14, infatti, gli chiede di rientrare nella Direzione Diocesana. Ma don Luigi, come abbiamo visto, rifiuta.

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Canonico della Cattedrale

Mons. Longhin però insiste e l’anno seguente lo nomina Canonico Residenziale della Cattedrale di Treviso, con obbligo quindi di residenza in città e conseguente rinuncia alla parrocchia di Vedelago.

Ancora una volta, per motivi ritenuti validi dallo stesso Vescovo, don Luigi riesce ad esimersi dal nuovo incarico. Non può però rifiutare l’investitura a canonico onorario, che gli viene comunicata da mons. Longhin con una partecipazione ed una benevolenza tutte particolari, nell’agosto del 19162:

"Ben felice di poter esibire prova di stima e di riconoscenza, dopo la rinuncia motivata all’onorifico ufficio di Canonico Residenziale, offertole dal Venerabile Capitolo della Cattedrale, le annunzio la nomina di lei fatta a Canonico Onorario della Cattedrale... che le debbo per il bene fatto alla causa cattolica e... benedicendola, mi professo..."

Così mons. Brusatin può continuare ad essere parroco di Vedelago, dove la sua presenza e la sua opera sono ancora quasi indispensabili.

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