Capitolo secondo

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Capitolo secondo

DON LUIGI, PARROCO A VEDELAGO

Il 2 luglio del 1901, intanto, moriva ad 84 anni il parroco, don Giovanni Maria Feltrin.

'Sacerdote per vivezza di fede, purità di costumi da tutti venerato, per 53 anni parroco zelantissimo di Vedelago, pro-vicario foraneo della Congregazione d'Istrana.

Una vita di quasi 17 lustri, agli esempi di Dio pastore divino pienamen te conforme, suggellava con la morte del giusto".

Questa l'iscrizione sulla lapide dettata dallo stesso suo cappellano.

I funerali del parroco si traducono in una straordinaria dimostrazione d'affetto per il padre ed il pastore da parte di tutta la popolazione.

Lo stesso sindaco, accordando l'anno seguente il permesso di collocare una lapide marmorea sopra la tomba del defunto, senza far pagare la tassa prescritta, ha parole di elogio "per l'opera santamente sagace e premurosa da lui prestata per oltre un cinquantennio come Capo amatissimo di questa parrocchia".

La parrocchia rimane temporaneamente affidata, in qualità di Vicario spirituale, a don Brusatin, che continua nella sua opera di intraprendente innovatore ed animatore della società di Vedelago, istituendo, il 19 marzo 1902, la Sezione Giovani, o Circolo Leone XIII.

Presidente provvisorio è lo stesso don Luigi, segretario il giovane Carlo Serena, che illustra ad una adunanza di padri di famiglia, sempre nel giorno di S. Giuseppe, "i vantaggi della nuova istituzione, resasi necessaria per l'invadente corruzione di partiti tenaci e diffusi" 2.

I giovani iscritti devono essere seri, onesti e di condotta morale non dubbia.

Ormai il nuovo parroco non può essere che lui; ne spiega le ragioni il Vicario foraneo don Antonio Pozzi, parroco di Fossalunga, in una nota conservata in Curia nel fascicolo personale di don Brusatin:

"Come cappellano curato, ed ora come Vicario Parrocchiale di Vedelago, ha sempre tenuto e tiene tuttora una esemplare condotta.

La sua dottrina, lo zelo, e la prudenza che addimostrò nella cura delle anime gli hanno meritato l'affetto e la stima di quella Popolazione, la quale sospira il momento di poterlo salutare suo Pastore.. - "

Il documento di Curia, redatto in occasione del concorso a parroco, prosegue esaltando i meriti del sacerdote:

"Una lode speciale per il suo zelo indefesso nel promuovere le opere relative al movimento cattolico, poiché, in grazia della sua operosità e prudenza, la parrocchia di Vedelago gareggia con quelle altre della nostra Diocesi, nelle quali il sentimento religioso è più vivo ed operoso".

Al concorso risulta l'unico concorrente ed ottiene "pieni voti favorevoli"

E' investito del beneficio parrocchiale già il 26 giugno 1902 e gli viene comunicato il Regio Placet, una specie di nulla osta governativo, il 23 luglio.

Ma don Luigi prende ufficialmente possesso della parrocchia il 10 maggio del 1903.

La facciata della chiesa "vecchia".

 

LA FESTA D'INGRESSO

E' la domenica del 10 maggio 1903.

Il comitato dei festeggiamenti e la Sezione giovani hanno preparato tutto: le vie del paese e la grande piazza Umberto I° sono festosamente adornate di antenne coperte di sempreverdi, ai quali sono appesi centinaia di palloncini.

Don Luigi Brusatin, preceduto dalla musica dello stabilimento Brunelli di Treviso, fa il suo ingresso trionfale; al suo seguito tutte le associazioni cattoliche "di cui è anima e vita" tra uno sventolar di bandiere3.

Don Antonio Pozzi, vicario foraneo, investe del beneficio il nuovo parroco.

Terminata la solenne cerimonia si va a pranzo, un modesto "banchetto" precisa "Vita", cui don Brusatin vuole presenti anche i poveri del paese (e forse c'è stato qualche imbarazzo nella scelta).

Poi si forma un imponente corteo verso il punto in cui sorge "il bellissimo monumento dedicato a Cristo Re", appena fuori dell'abitato, lungo la castellana.

Lo inaugura il nuovo Parroco; tiene un discorso molto apprezzato il Sig. Giobatta Serena, s'intrecciano epigrafi, poesie, brindisi, lo stesso sindaco compone l'epigrafe latina per il monumento ed un sonetto "A Cristo Redentore", "dettati col cuore".

"Possano essi mantenere vivo il ricordo di un giorno così lieto e fecondo di bene possano mantenere caldo l'affetto verso il pio sacerdote Don Luigi Brusatin, venuto fra voi a dispensare la divina parola ed al quale andate debitori del vostro morale Risorgimento".

E' la dedica del dott. Giovanni Gaja, sindaco di Vedelago, ai suoi amministrati 4.

Alla sera, dopo il concerto del Brunelli diretto dal maestro Trevisiol, tutto il paese viene illuminato a festa, mentre si accendono fuochi d'artificio di grande effetto, a conclusione di un giorno che "resterà impresso nel cuore della gente come uno dei più cari e graditi ricordi".

Don Luigi si gode meritatamente la festa e lo spontaneo abbraccio della sua gente dopo sette anni di duro lavoro ma anche di splendide iniziative: il paese è tutto con lui e lo ringrazia di cuore anche con una poesia in dialetto.

E' proprio vero che "gli uomini di campagna sono ancora fatti dal parroco" 5.

3) La descrizione è in La Vita del Popolo" del 16/5/1903.

4) La dedica è conservata nella Biblioteca del Seminario di Treviso, unitamente all'epigrafe ed al sonetto del Sindaco, nel fascicolo su Vedelago.

5) A. Caccianiga, Le cronache del villaggio, pp. 116 - 117.

 

Il monumento a Cristo Re

Già nell'anno 1900 il sindaco dott. Gaja prende la decisione, "per urgente misura igienica", di interrare la lagunetta all'angolo della piazza, "a sinistra della strada Provinciale".

Propone il lavoro a don Brusatin, che in quel tempo sta costruendo la Sala degli interessi cattolici, promettendogli un compenso di 80 lire. Il giovane cappellano accetta la proposta, ma chiede di poter costruire in quel punto una "Colonna - capitello" dedicata a Cristo Redentore, come tante altre opere che in quell'alba del nuovo secolo ricordano l'anniversario.

Ma c'è qualche difficoltà; proprietario del sito è la provincia (la Deputazione provinciale), alla quale non si chiedono tempestivamente i permessi, forse anche perché i contadini dei dintorni sono contrari all'interramento.

Resta però l'idea del monumento al Redentore, che si decide di innalzare appena fuori dell'abitato, sulla strada verso Castelfranco.

Viene inaugurato appunto in quel 10 maggio 1903, come abbiamo visto, in occasione dell'ingresso del nuovo parroco.

La statua di Cristo è collocata su un piccolo obelisco, che sorge nel mezzo di una vasca esagonale; il Redentore tiene sulla sinistra la croce, mentre la destra è alzata e con l'indice indica il cielo.

Alla base dell'obelisco è posta una grande conchiglia di pietra, da cui sgorgano sette rivoli d'acqua, a ricordare i sette sacramenti.

Tutto attorno uno spiazzo consente la sorta dei passanti e delle processioni 7.

E' un'altra delle opere di don Brusatin, ricordata anche da mons. Ferretton nei suoi Annali, segno delle trasformazioni che l'intraprendente cappellano sta introducendo nell'ambiente e nella società di Vedelago 8.

Ci sembra interessante rilevare come i rapporti del sacerdote col sindaco Gaja siano intonati ad uno spirito di grande cordialità e collaborazione. Lo attestano la corrispondenza intercorsa tra i due, conservata nell'Archivio parrocchiale, e, come abbiamo appena ricordato, le attestazioni di stima espresse pubblicamente dal sindaco al nuovo parroco.

Non ci sono più motivi di attrito tra l'autorità civile e quella religiosa, almeno in ambito locale, né per le processioni né per l'istruzione religiosa nelle scuole.

1 tempi stanno davvero cambiando.

6) A. Parr. V., fasc. Brusatin, Lettera del Sindaco a don Brusatin, 12/7/1900.

7) Molti lo ricordano ancora, perché fu demolito solo nel 1934 per una rettifica della strada statale nella sua prima asfaltatura. Subì poi varie vicissitudini, finché fu spostato nella sede attuale, ma "incorse in precoce degrado per i giochi dei ragazzi ed il continuo bivacco di zingari". Solo nel giugno 1986 ebbe una sistemazione più decente per iniziativa degli zelanti colmellisti.

Le notizie sono ricavate da un'interessante e puntuale memoria manoscritta, opera del sig. Antonio Beghin, appassionato cultore e depositario di molte notizie preziose su Vedelago, la sua chiesa ed i suoi parroci.

8) F. Ferretton, Annali.... cit., p. 255.

 

La piazza di Vedelago ai primi del '900 (da notare la pozza usata come abbeveratoio in piazza in seguito chiusa per motivi igenici)

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