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MOTIVAZIONI E FINALITA' DI UNA SCELTA

1) UNA TRADIZIONE TRENTENNALE
Vedelago vanta una lunga tradizione di campeggi; da più di trent’anni infatti vengono organizzati campi scuola per ragazzi, per giovani e per famiglie, tradizione consolidata in questi ultimi anni con un numero costante di partecipanti

2) UNA DILIGENTE RICERCA
Un gruppo, composto da adulti e da giovani ha esplorato per lungo tempo vari luoghi delle nostre montagne, per trovare una casa con degli spazi interni ed esterni adeguati alle esigenze di una comunità parrocchiale. La ricerca si è fermata a Gosaldo.

3) UNA SCELTA COMUNITARIA
Più volte la comunità è stata invitata ad incontri-dibattiti per valutare l’importanza a livello pastorale di una casa in montagna. Successivamente il Consiglio Pastorale (che rappresenta attraverso i suoi membri l’intera comunità parrocchiale, le associazioni e i gruppi ecclesiali), assieme al Consiglio per gli Affari Economici ha deciso l’acquisto della casa, con il terreno circostante.

4) UNA SCELTA PASTORALE OCULATA E SAGGIA SE:

• SARA’ SENTITA E GESTITA COME COSA E CASA PROPRIA PER LA COMUNITA’

Chi ha seguito in prima persona la ricerca, l’acquisto e i lavori lo ha considerato fin da subito un buon affare. Ma l’investimento diventerà completamente un "Buon Affare" quando aiuterà a sviluppare un potenziale di valori umani e cristiani quali:
- riscoprire il dono della vita e la Grazia della Fede, a contatto con un ambiente incontaminato;
- vivere la gioia del Volontariato e del dono gratuito;
- maturare nelle persone una sensibilità umana e sociale,

• SARA’ UNA SFIDA COMBATTUTA E VINTA ANCHE NEL FUTURO

Siamo alle porte del Duemila e in cammino verso il Terzo Millennio! La nostra generazione di uomini e donne, di giovani e di adulti, è invitata a raccogliere a piene mani le proprie fatiche, le speranze e i progetti affidandoli al Signore. Come cristiani la Speranza in noi non può mai esaurirsi. Continuiamo fiduciosi a seminare anche nelle nuove generazioni la voglia di vivere, la forza della bontà e dell’amore, la gioia di credere. Così allora il pane fresco e profumato nelle mense delle nostre famiglie nutrirà la vita, e il Pane eucaristico rallegrerà e allieterà le nostre Messe.

Affido a MARIA IMMACOLATA questa casa a lei intitolata, e sotto la Sua protezione cerchiamo rifugio.
Concludo con le parole del Salmo 127, 1
"Se il Signore non costruisce la casa, invano vi faticano i costruttori Se il Signore non custodisce la città, invano veglia il custode"

Con affetto e stima rinnovo gli auguri di un Santo Natale efelice anno 2000.

Come sempre, PACE E BENE

Don Florido Feltrln

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IL CAMMINO FATTO
Poter disporre di una casa alloggio in montagna non era il sogno pazzo di qualche animatore dei gruppi giovanili, o del parroco, ma un’esigenza che anno dopo anno era sentita ( e lo è tuttora) sempre più pressante da chi opera in parrocchia. Organizzare le uscite invernali o i campi scuola estivi per i ragazzi diventa sempre più complicato e costoso, sia per trovare la disponibilità delle case in periodi adatti, sia per le rette che vengono applicate. Per non parlare della difficoltà di trovare spazi adeguati per gruppi famiglie, o campi attrezzati per gli Scout, Giovanissimi e A.c.r.

Nella primavera del ‘96 alcuni parrocchiani, con a capo il parroco, decidono di affrontare il problema ed iniziano a visionare case per soggiorni, verificandone le esperienze, e sondando le possibilità esistenti per un acquisto. Risultato? Costano troppo! L’alternativa è cercare una casa da sistemare, con l’operato per quanto possibile del volontariato. Il gruppetto continua la ricerca e contemporaneamente in parrocchia iniziano le discussioni sull’opportunità della scelta.
Il 1° dicembre 1997 il Consiglio Pastorale si esprime a favore dell’acquisto, ed un gruppo di volontari si incarica di visionare due case in vendita. La prima è situata a Lamon, è in buone condizioni. ma non ha spazi adeguati all'esterno, ed inoltre è a ridosso del centro abitato.
La seconda si trova a Gosaldo: un casolare abbandonato da anni, con annessi stalla e fienile. Non è in buone condizioni, ma ha circa 40.000 metri quadrati di terreno, in parte a bosco, in parte utilizzabili per creare campeggi attrezzati e campi da gioco. Dopo aver visionato in un incontro aperto a tutti una videocassetta girata precedentemente nelle due case, e dopo aver sentito il parere di alcuni tecnici, il 17 maggio in Consiglio Pastorale vengono presentate le due proposte: si verifichino le condizioni degli stabili, le potenzialità di espansione, i costi e non ultima la disponibilità delle amministrazioni locali ad accoglierci. Unanimemente il CPP concorda di porre l’attenzione sulla casa di Gosaldo, che presenta le caratteristiche adeguate alle esigenze dei vari gruppi, anche se necessita di grossi lavori di ristrutturazione.

La trattativa con i numerosi proprietari dello stabile, frutto di una vecchia eredità, viene delegata al Consiglio per gli affari economici.
Il 13 Giugno 1998 viene stipulato un preliminare d’acquisto e, dopo l’approvazione definitiva del Consiglio Pastorale, il 18 dicembre viene stipulato l’atto notarile per l’acquisto della casa.
Contestualmente l’amministrazione locale di Gosaldo approva in Consiglio Comunale la variante al piano regolatore generale che destina la zona ad area per soggiorni.
Nel frattempo un gruppo rappresentante le varie realtà parrocchiali inizia a redigere lo Statuto della casa, successivamente discusso e corretto in consiglio pastorale.

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IL VOLONTARIATO


Elemento indispensabile per portare a termine l’opera di sistemazione e restauro della casa è sicuramente il volontariato. Già con l’attuale stato di avanzamento dei lavori possiamo dire che il risparmio economico derivato dagli oltre 50 volontari, che fin ora hanno prestato circa 200 giornate di lavoro, è a dir poco sostanzioso. Un gruppo eterogeneo composto di giovani, pensionati, alpini e tanti genitori, che si sono resi disponibili fin da subito per i primi lavori di sistemazione dell’area esterna. La proprietà risultava infatti abbandonata da 16 anni e necessitava quindi di un’opera di pulizia e disboscamento. Sette giorni dopo la stipula del preliminare d’acquisto un gruppetto di volontari era già al lavoro. Un primo intervento protrattosi fino ad ottobre ‘98, momento in cui la neve ha bloccato tutto. Una seconda fase dell’intervento di restauro prevedeva il consolidamento delle fondazioni ed il rifacimento del tetto. Siamo alla primavera del ‘99 e a questo punto alcuni lavori che richiedevano attrezzature e professionalità adeguate, sono stati appaltati ad una impresa locale. Di pari passo i volontari hanno però continuato nell’opera di sistemazione interna che li ha visti impegnati pressoché per tutte le domeniche da maggio a ottobre. In primavera del 2000 inizierà la fase più impegnativa dei lavori: gli impianti, gli infissi, gli intonaci e cosi via. Ed è per questo che siamo ad invitarti ad aggiungerci al gruppo. Se hai pratica di alcuni lavori meglio, ma non è indispensabile: i coordinatori dei volontari (Giuseppe Bresolin-0423400160, Luciano Lucchetta 0423400373 e Matteo Bordignon-0423400023) potranno inserirti in un gruppo di lavoro al fianco di chi ha più esperienza nel settore: la tua opera sarà in ogni caso preziosa! Chiamali subito, così potranno organizzare al meglio i lavori.

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I LAVORI

Dicevamo che la prima fase dei lavori prevedeva una sistemazione esterna della casa, una pulizia da ramaglie ed erbacce per rendere l’area praticabile. Successivamente sono iniziati i lavori per creare delle ampie terrazze per le quali sono stati fatti dei drenaggi per lo scolo delle acque piovane: serviranno per fare dei campi da gioco, un parcheggio auto, una sede per le tende che si avvalgono dell’appoggio della casa, ed un po’ più lontano, un campo attrezzato con acqua e fognature, per campeggi autosufficienti (stile campo scout).

Le autorizzazioni della Forestale e la forte pendenza del terreno, che ha richiesto il consolidamento dei terrazzamenti, hanno rallentato i lavori di sbancamento che sono tuttora in corso.

L’intervento sul casolare è suddiviso invece in due fasi. Una prima, come sopradetto, ha riguardato il tetto, che è stato rifatto completamente, con un sistema a ventilazione naturale: ciò permette l’utilizzo della mansarda del 3° piano in tutte le stagioni. Congiuntamente sono state consolidate le fondazioni e risanate le mura perimetrali. Tutti questi lavori sono stati effettuati da un impresa locale nel mese di agosto di quest’anno. I volontari invece hanno lavorato alle murature interne della casa e alla manutenzione dei solai in legno. Sono intervenuti inoltre nella stalla dove sarà localizzata un sala grande per la mensa e nel fienile dove troverà spazio una sala per le assemblee.

La seconda fase prevede la costruzione ex-novo di un blocco servizi a nord del fabbricato, con bagni e docce per ogni piano, e con ingressi esterni al pian terreno per darne l’accesso a chi non alloggia all’interno della casa. Il progetto è già stato presentato al comune di Gosaldo in data 6 Luglio 1999, mentre la costruzione è prevista per la primavera del 2000.

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IL PROGETTO COMPLESSIVO

Cosa è previsto quindi in questa casa? Innanzitutto nell’area esterna troveranno spazio un campeggio, che si appoggerà alla casa per i servizi e la cucina, e un po’ più lontano un campeggio autonomo e autosufficiente. Verrà creata inoltre una terrazza per i campi da gioco ed un parcheggio auto. Tutto ciò permetterà di sfruttare al meglio l’intera struttura con 2 gruppi che contemporaneamente potranno avvalersi degli ampi spazi esterni, avendo comunque un’eventuale supporto nella casa.

All’interno dell’abitazione al pian terreno troverà spazio la cucina, un magazzino e nell’ex stalla, la sala mensa (vedi piante del progetto sulla copertina finale), oltre ai servizi igienici e le docce, con accesso anche dall’esterno. Al piano primo, dove un tempo c’era il fienile, troverà spazio un ampia sala riunioni, ed a fianco due camere grandi ed una cameretta con i relativi servizi e docce. Altre due camere grandi ed una più piccola sono previste al secondo piano, mentre un mezzanino verrà creato sopra la sala per le assemblee. Infine al terzo piano una grande mansarda potrà ospitare altri letti od eventualmente potrà servire come sala riunioni. Tutto questo permetterà di ospitare all’interno della casa fino a trenta-trentacinque persone, sia in estate che in inverno, offrendo loro spazi per assemblee o per lavori in piccolo gruppo. Questa organizzazione degli spazi interni inoltre darà la massima flessibilità alla struttura, permettendo sistemazioni in camerata (nella mansarda troveranno spazio una decina di letti) o in camere più piccole, adatte ai gruppi famiglia. Per esigenze di sicurezza sara completamente rifatto l’impianto elettrico come anche l’impianto di riscaldamento. Inoltre il blocco servizi, di prossima costruzione, conterrà un vano predisposto per la posa (futura) di un ascensore che darà accesso ai livelli superiori ai portatori di handicap.

Un progetto quindi che tiene in considerazione le diverse esigenze dei gruppi che utilizzeranno la casa, con l’attenzione a far funzionare a pieno regime la struttura non solo d’estate con i campi scuola, ma durante tutto l’anno.

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PARTE ECONOMICA

A questo punto vi sarete chiesti quanto costerà tutto questo? Il casolare innanzitutto, con i circa 40.000 metri quadri di terreno, è costato 200 milioni, coperti per 150 dall’attivo del bilancio ‘98 (e precedenti) e per i rimanenti 50 dalla previsione di bilancio ‘99. Per l’impresa invece sono stati spesi finora 60 milioni, coperti da un prestito acceso presso una banca locale, attingendo ad un fondo etico che prevede condizioni particolarmente favorevoli per progetti di utilità sociale. Altro denaro è stato inoltre offerto, con prestiti senza interessi, da alcune famiglie. Andrà a coprire le spese sostenute per il materiale utilizzato nei lavori dei volontari. Rimane il secondo stralcio dei lavori ovvero il blocco servizi, con un a previsione di spesa di 50 milioni, più le spese per gli impianti e le finiture interne per una cifra non ancora definita.

Fatti due conti vi sarete accorti che mancano ancora diversi soldi per portare a termine i lavori. L’obiettivo è di poter ripianare i bilanci in alcuni anni, senza trascurare le necessità già presenti in parrocchia (scuola materna, chiesa, opere parrocchiali ed area esterna a nord del centro giovanile).

Rimarcare l’utilità sociale e pastorale del progetto forse è fuori luogo, ma alcune famiglie che condividevano gli obiettivi e l’operato finora svolto, hanno pensato di offrire dei prestiti a titolo gratuito, ovvero senza interessi, onde evitare che le spese derivate dagli interessi passivi facciano lievitare pesantemente i costi. E’ un investimento etico del risparmio, un investimento di denaro non per altro denaro, ma per sviluppare dei valori. I valori che saranno base delle attività e dei soggiorni nella casa di Gosaldo. Se vuoi contribuire a questa raccolta di fondi, a seguire troverai il contratto che verrà stipulato con la parrocchia. Sono prestiti con scadenze prefissate (quindi la restituzione è garantita); non esistono quantitativi minimi o massimi, anche se verranno evitati importi troppo alti, per il carattere comunitario che la proposta vuole avere. Se sei interessato rivolgiti al Parroco o ai responsabili sopraindicati.

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Statuto

1.0 Premessa

La Parrocchia di S. Martino Vescovo di Vedelago (TV) per promuovere ed incrementare l’attività pastorale, con il contributo dei fedeli, ha acquistato, in località Piole comune di Gosaldo (BL) una casa con relativo terreno denominata Casa Alpina "MARIA IMMACOLATA".

2.0 Finalità
La Parrocchia in particolare destina l’uso dell’immobile alla promozione della crescita umana e cristiana, favorendo esperienze di aggregazione, di condivisione, in un clima di rispetto dell’ambiente e in atteggiamento di sobrietà.

• In particolare opera per educare i ragazzi alla maturazione cristiana per l’inserimento concreto in parrocchia e nel sociale, per aiutare a capire il valore dell’amicizia, del vivere insieme e per una crescita psicofisica armoniosa.

• Per gli adulti lo scopo principale é quello di riscoprire, oltre ai valori precedentemente espressi, anche il valore del volontariato e del servizio gratuito a beneficio della comunità.

• La parrocchia inoltre proporrà periodi di soggiorno per gruppi non strutturati con l’obiettivo di favorirne l’integrazione nella comunità cristiana territoriale.

3.0 Struttura Direttiva

3.1 Gruppo Direttivo
Il "Gruppo Direttivo" che gestisce la casa alpina "MARIA IMMACOLATA" deve fare riferimento e dialogare con il Consiglio Pastorale Parrocchiale (CPP), organo rappresentativo di tutte le realtà parrocchiali.

3.1.1 Composizione

Il "Gruppo Direttivo" è composto da n0 9 membri così suddivisi

• Parroco pro-tempore

• Segretario

• Cassiere

• n0 2 Responsabili manutenzione e sicurezza

• n0 2 Responsabili relazioni esterne con enti pubblici (Forestale, ASL, Comune ecc.)

• ti0 2 Responsabili pianificazione, organizzazione ed assicurazioni

3.1.2 Elezione e periodo di carica

L’elezione del "Gruppo Direttivo" sarà fatta dal CPP e sarà composto da:

n° 1 rappresentante del CPAE (Consiglio Pastorale Affari Economici)

• n° 2 rappresentanti del CPP

• n° 5 parrocchiani che si rendano disponibili.

Nel caso di mancata disponibilità di persone verrà delegato al CPP la scelta dei componenti del "Gruppo Direttivo" su nominativi proposti dai vari gruppi, operanti nella comunità di Vedelago.
Il "Gruppo Direttivo" rimarrà in carica seguendo la scadenza naturale

3.1.3 Compiti

 Ai componenti del "Gruppo Direttivo" sono demandati i seguenti compiti:

• Rispetto dello statuto e delle finalità

• Rapporti con enti pubblici ed istituzioni

• Pianificazioni delle attività di utilizzo della casa (periodo di apertura, turni)

• Valutazione e conferma delle domande in base alle priorità definite dal presente statuto

• Gestione economica (bilancio, spese ordinarie e straordinarie, collegamento con CPAE e definizione delle quote di partecipazione)

• Manutenzione e sicurezza  

3.1.4 Il Gruppo Direttivo, fatte le valutazioni del caso, avrà facoltà di ammettere alle attività della Casa Alpina persone bisognose senza richiedere alcun contributo

3.1.5 Il Gruppo Direttivo ha facoltà di ammettere gruppi extra parrocchiali che ne faranno richiesta richiedendo loro un programma di massima delle attività.  

3.1.6 Il Gruppo Direttivo favorirà l’utilizzo della casa a soggetti e/o gruppi portatori di handicap.

3.1.7 Il mancato rispetto delle finalità prefissate e/o del regolamento interno (anche sull’esperienza degli anni precedenti) potrà essere causa di esclusione, da parte del Gruppo Direttivo, di singole persone o di gruppi che ne abbiano fatto richiesta.

3.1.8 Il Gruppo Direttivo stilerà il regolamento interno della casa, fissandone i criteri d’uso e apportando, quando necessario, le dovute modifiche.

3.2 Struttura di gestione
La struttura di gestione è composta dal Gruppo Direttivo affiancato di un "Gruppo di Gestione" formato da persone , coppie e non, con disponibilità di tempo, soprattutto nei mesi estivi, per la gestione operativa della Casa Alpina.

3.2.1 Presenza operativa
Per garantire il buon funzionamento è vincolante la presenza di uno o più componenti del Gruppo di Gestione (in seguito definito "Gestore") e/o di un Sacerdote o Religiosa, durante la permanenza nella casa.

In caso di non disponibilità di presidio del Gestore, il "Gruppo Direttivo" potrà demandare la responsabilità della casa, al referente del gruppo che ne ha fatto richiesta.  

3.2.2 Compiti del Gestore  

• Far rispettare il regolamento interno della casa e lo stile di comportamento da attuare e mantenere durante i soggiorni

• Verificare il corretto uso delle strutture e dei servizi, sia interni che esterni alla casa

• Registrare eventuali guasti o danneggiamenti alla casa o a strutture esterne, dandone comunicazione a chi di competenza, in modo da pianificare le attività di manutenzione.

• Prendere eventualmente i provvedimenti del caso a seguito di danni causati all’immobile, o alle proprietà confinanti o per il mancato rispetto del presente statuto

• Approvvigionamento di quanto necessita, nel caso di servizio completo ai gruppi.  

3.2.3 Altre attività
Il "Gestore" sarà appoggiato, per le varie attività, da persone volontarie reperite dai gruppi ospiti, per il servizio di cucina e di supporto.

3.3 Assemblee e votazioni

3.3.1 Convocazione
Le assemblee del Gruppo Direttivo saranno convocate dal presidente e/o dal segretario a seconda delle necessità, o su richiesta di un terzo dei suoi componenti
Ad ogni assemblea dovrà essere redatto un verbale riportante l’ordine del giorno, quanto discusso e le relative decisioni.

3.3.2 Votazioni
Per le decisioni del "Gruppo Direttivo" si adotterà il sistema di maggioranza.
In caso di parità (per l’ assenza di uno o più componenti) il voto dei presidente vale doppio.

4.0 Sostentamento economico ed amministrativo
La gestione economica della Casa Alpina "Maria Immacolata" non ha alcuna finalità di lucro.

4.1.1 Quote di partecipazione
Le quote di partecipazione e di utilizzo saranno fissate di anno in anno dal "Gruppo Direttivo".
La quota sarà così composta e suddivisa:

1. Spese di vitto

2. Spese di gestione (Acqua, Gas, Energia elettrica)

3. Spese di sostentamento dell’attività (Assicurazioni, manutenzioni, ecc.)

Ai gruppi a cui sarà data, o concessa, la casa in autogestione verrà richiesta la sola spesa di alloggio (vedi punti 2 e 3).
Ai gruppi che usufruiranno degli spazi esterni in modalità di autogestione verrà richiesta la sola quota dell’affitto dell’area, più le spese di gestione(acqua, gas, energia elettrica) e smaltimento rifiuti.  

4.1.2 Personale di servizio e animatori.  

• Alle persone di turno del "Gruppo di gestione" (gestori) presenti nella casa sarà garantito vitto ed alloggio.

• AI personale di supporto alla cucina e altri servizi, in un giusto rapporto con i partecipanti alle varie attività, che presterà la sua opera volontariamente e gratuitamente, sarà garantito il vitto e l’alloggio.

• Agli animatori dei vari gruppi sarà richiesta la sola quota del vitto in un rapporto di 1 animatore ogni 6 animati.  

4.1.3 Gestione economica
E’ amministrazione economica della casa è affidata al "Gruppo Direttivo".
Il cassiere ha l’obbligo di registrare tutte le operazioni che comportino movimenti di denaro.
Come previsto dalle disposizioni in vigore, il saldo di gestione annuale, sia attivo che passivo, dovrà essere riportato nel bilancio parrocchiale.
Eventuali rimanenze attive rimarranno a disposizione della casa per le attività di manutenzione ordinaria e/o straordinaria, mentre quelle passive verranno coperte dalla parrocchia.
Le decisioni finali in materia economica devono essere, in ogni caso, concordate con il CPAE

5.0 Modalità e priorità d’ uso
Il Gruppo Direttivo nella presentazione del programma annuale della Casa Alpina comunicherà i tempi limite per aderire alle attività pianificate.

• I° scaglione - gruppi parrocchia di S.Martino Vescovo di Vedelago

• II° scaglione - gruppi parrocchiali del comune di Vedelago con gli eventuali gemellaggi.

• III° scaglione - gruppi vari secondo l’ordine dì richiesta

6.0 Varie

6.1 Rapporti con il territorio
Il Gruppo Direttivo ed il Gruppo di Gestione dovranno adottare tutti gli accorgimenti necessari per mantenere costruttivi rapporti con le autorità locali di (Gosaldo, con la popolazione delle località limitrofe e con i proprietari confinanti.. Attraverso un’attenta e continua sensibilizzazione, si dovrà educare animatori, ragazzi e quanti soggiornano nella Casa Alpina "Maria Immacolata" alla salvaguardia delle strutture, del territorio, nel rispetto dei più elementari canoni di convivenza. 

6.2 Validità dello Statuto

Il presente statuto può essere modificato dal Gruppo Direttivo previa approvazione del CPP alla fine di un esercizio annuale e comunque prima del successivo.

6.2 Il Parroco pro-tempore
Potrà convocare d’urgenza il Gruppo Direttivo per valutare eventuali richieste di utilizzo della Casa in situazioni di emergenza.  

6.3 Nota conclusiva
Per quanto non previsto dal presente statuto, ci si dovrà attenere, ad una gestione di buon senso, nel rispetto delle più normali regole di comportamento civile e cristiano.

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