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MOTIVAZIONI
E FINALITA' DI UNA SCELTA 1) UNA TRADIZIONE TRENTENNALE 2) UNA DILIGENTE RICERCA 3) UNA SCELTA COMUNITARIA 4) UNA SCELTA PASTORALE OCULATA E SAGGIA SE: • SARA’ SENTITA E GESTITA
COME COSA E CASA PROPRIA PER LA COMUNITA’ Chi ha seguito in prima persona la ricerca, l’acquisto e
i lavori lo ha considerato fin da subito un buon affare. Ma l’investimento
diventerà completamente un "Buon Affare" quando aiuterà a sviluppare
un potenziale di valori umani e cristiani quali: • SARA’ UNA SFIDA COMBATTUTA
E VINTA ANCHE NEL FUTURO Siamo alle porte del Duemila e in cammino verso il Terzo Millennio! La nostra generazione di uomini e donne, di giovani e di adulti, è invitata a raccogliere a piene mani le proprie fatiche, le speranze e i progetti affidandoli al Signore. Come cristiani la Speranza in noi non può mai esaurirsi. Continuiamo fiduciosi a seminare anche nelle nuove generazioni la voglia di vivere, la forza della bontà e dell’amore, la gioia di credere. Così allora il pane fresco e profumato nelle mense delle nostre famiglie nutrirà la vita, e il Pane eucaristico rallegrerà e allieterà le nostre Messe. Affido a MARIA IMMACOLATA questa casa a lei intitolata,
e sotto la Sua protezione cerchiamo rifugio. Con affetto e stima rinnovo gli auguri di un Santo Natale efelice anno 2000. Come sempre, PACE E BENE Don Florido Feltrln IL
CAMMINO FATTO Nella primavera del ‘96 alcuni parrocchiani, con a capo il
parroco, decidono di affrontare il problema ed iniziano a visionare case per
soggiorni, verificandone le esperienze, e sondando le possibilità esistenti per
un acquisto. Risultato? Costano troppo! L’alternativa è cercare una casa da
sistemare, con l’operato per quanto possibile del volontariato. Il gruppetto
continua la ricerca e contemporaneamente in parrocchia iniziano le discussioni
sull’opportunità della scelta. La trattativa con i numerosi proprietari dello stabile, frutto
di una vecchia eredità, viene delegata al Consiglio per gli affari economici.
Dicevamo che la prima fase dei lavori prevedeva una sistemazione esterna della casa, una pulizia da ramaglie ed erbacce per rendere l’area praticabile. Successivamente sono iniziati i lavori per creare delle ampie terrazze per le quali sono stati fatti dei drenaggi per lo scolo delle acque piovane: serviranno per fare dei campi da gioco, un parcheggio auto, una sede per le tende che si avvalgono dell’appoggio della casa, ed un po’ più lontano, un campo attrezzato con acqua e fognature, per campeggi autosufficienti (stile campo scout). Le autorizzazioni della Forestale e la forte pendenza del terreno, che ha richiesto il consolidamento dei terrazzamenti, hanno rallentato i lavori di sbancamento che sono tuttora in corso. L’intervento sul casolare è suddiviso invece in due fasi. Una prima, come sopradetto, ha riguardato il tetto, che è stato rifatto completamente, con un sistema a ventilazione naturale: ciò permette l’utilizzo della mansarda del 3° piano in tutte le stagioni. Congiuntamente sono state consolidate le fondazioni e risanate le mura perimetrali. Tutti questi lavori sono stati effettuati da un impresa locale nel mese di agosto di quest’anno. I volontari invece hanno lavorato alle murature interne della casa e alla manutenzione dei solai in legno. Sono intervenuti inoltre nella stalla dove sarà localizzata un sala grande per la mensa e nel fienile dove troverà spazio una sala per le assemblee. La seconda fase prevede la costruzione ex-novo di un blocco servizi a nord del fabbricato, con bagni e docce per ogni piano, e con ingressi esterni al pian terreno per darne l’accesso a chi non alloggia all’interno della casa. Il progetto è già stato presentato al comune di Gosaldo in data 6 Luglio 1999, mentre la costruzione è prevista per la primavera del 2000. Cosa è previsto quindi in questa casa? Innanzitutto nell’area esterna troveranno spazio un campeggio, che si appoggerà alla casa per i servizi e la cucina, e un po’ più lontano un campeggio autonomo e autosufficiente. Verrà creata inoltre una terrazza per i campi da gioco ed un parcheggio auto. Tutto ciò permetterà di sfruttare al meglio l’intera struttura con 2 gruppi che contemporaneamente potranno avvalersi degli ampi spazi esterni, avendo comunque un’eventuale supporto nella casa. All’interno dell’abitazione al pian terreno troverà spazio la cucina, un magazzino e nell’ex stalla, la sala mensa (vedi piante del progetto sulla copertina finale), oltre ai servizi igienici e le docce, con accesso anche dall’esterno. Al piano primo, dove un tempo c’era il fienile, troverà spazio un ampia sala riunioni, ed a fianco due camere grandi ed una cameretta con i relativi servizi e docce. Altre due camere grandi ed una più piccola sono previste al secondo piano, mentre un mezzanino verrà creato sopra la sala per le assemblee. Infine al terzo piano una grande mansarda potrà ospitare altri letti od eventualmente potrà servire come sala riunioni. Tutto questo permetterà di ospitare all’interno della casa fino a trenta-trentacinque persone, sia in estate che in inverno, offrendo loro spazi per assemblee o per lavori in piccolo gruppo. Questa organizzazione degli spazi interni inoltre darà la massima flessibilità alla struttura, permettendo sistemazioni in camerata (nella mansarda troveranno spazio una decina di letti) o in camere più piccole, adatte ai gruppi famiglia. Per esigenze di sicurezza sara completamente rifatto l’impianto elettrico come anche l’impianto di riscaldamento. Inoltre il blocco servizi, di prossima costruzione, conterrà un vano predisposto per la posa (futura) di un ascensore che darà accesso ai livelli superiori ai portatori di handicap. Un progetto quindi che tiene in considerazione le diverse esigenze dei gruppi che utilizzeranno la casa, con l’attenzione a far funzionare a pieno regime la struttura non solo d’estate con i campi scuola, ma durante tutto l’anno. A questo punto vi sarete chiesti quanto costerà tutto questo? Il casolare innanzitutto, con i circa 40.000 metri quadri di terreno, è costato 200 milioni, coperti per 150 dall’attivo del bilancio ‘98 (e precedenti) e per i rimanenti 50 dalla previsione di bilancio ‘99. Per l’impresa invece sono stati spesi finora 60 milioni, coperti da un prestito acceso presso una banca locale, attingendo ad un fondo etico che prevede condizioni particolarmente favorevoli per progetti di utilità sociale. Altro denaro è stato inoltre offerto, con prestiti senza interessi, da alcune famiglie. Andrà a coprire le spese sostenute per il materiale utilizzato nei lavori dei volontari. Rimane il secondo stralcio dei lavori ovvero il blocco servizi, con un a previsione di spesa di 50 milioni, più le spese per gli impianti e le finiture interne per una cifra non ancora definita. Fatti due conti vi sarete accorti che mancano ancora diversi soldi per portare a termine i lavori. L’obiettivo è di poter ripianare i bilanci in alcuni anni, senza trascurare le necessità già presenti in parrocchia (scuola materna, chiesa, opere parrocchiali ed area esterna a nord del centro giovanile). Rimarcare l’utilità sociale e pastorale del progetto forse è fuori luogo, ma alcune famiglie che condividevano gli obiettivi e l’operato finora svolto, hanno pensato di offrire dei prestiti a titolo gratuito, ovvero senza interessi, onde evitare che le spese derivate dagli interessi passivi facciano lievitare pesantemente i costi. E’ un investimento etico del risparmio, un investimento di denaro non per altro denaro, ma per sviluppare dei valori. I valori che saranno base delle attività e dei soggiorni nella casa di Gosaldo. Se vuoi contribuire a questa raccolta di fondi, a seguire troverai il contratto che verrà stipulato con la parrocchia. Sono prestiti con scadenze prefissate (quindi la restituzione è garantita); non esistono quantitativi minimi o massimi, anche se verranno evitati importi troppo alti, per il carattere comunitario che la proposta vuole avere. Se sei interessato rivolgiti al Parroco o ai responsabili sopraindicati. 1.0 Premessa La Parrocchia di S. Martino Vescovo di Vedelago (TV) per promuovere ed incrementare l’attività pastorale, con il contributo dei fedeli, ha acquistato, in località Piole comune di Gosaldo (BL) una casa con relativo terreno denominata Casa Alpina "MARIA IMMACOLATA". 2.0 Finalità • In particolare opera per educare i ragazzi alla maturazione cristiana per l’inserimento concreto in parrocchia e nel sociale, per aiutare a capire il valore dell’amicizia, del vivere insieme e per una crescita psicofisica armoniosa. • Per gli adulti lo scopo principale é quello di riscoprire, oltre ai valori precedentemente espressi, anche il valore del volontariato e del servizio gratuito a beneficio della comunità. • La parrocchia inoltre proporrà periodi di soggiorno per gruppi non strutturati con l’obiettivo di favorirne l’integrazione nella comunità cristiana territoriale. 3.0 Struttura Direttiva 3.1 Gruppo Direttivo 3.1.1 Composizione Il "Gruppo Direttivo" è composto da n0 9 membri così suddivisi • Parroco pro-tempore • Segretario • Cassiere • n0 2 Responsabili manutenzione e sicurezza • n0 2 Responsabili relazioni esterne con enti pubblici (Forestale, ASL, Comune ecc.) • ti0 2 Responsabili pianificazione, organizzazione ed assicurazioni 3.1.2 Elezione e periodo di carica L’elezione del "Gruppo Direttivo" sarà fatta dal CPP e sarà composto da: • n° 1 rappresentante del CPAE (Consiglio Pastorale Affari Economici) • n° 2 rappresentanti del CPP • n° 5 parrocchiani che si rendano disponibili. Nel caso di mancata disponibilità di persone verrà delegato
al CPP la scelta dei componenti del "Gruppo Direttivo" su nominativi
proposti dai vari gruppi, operanti nella comunità di Vedelago. 3.1.3 Compiti Ai componenti del "Gruppo Direttivo" sono demandati i seguenti compiti: • Rispetto dello statuto e delle finalità • Rapporti con enti pubblici ed istituzioni • Pianificazioni delle attività di utilizzo della casa (periodo di apertura, turni) • Valutazione e conferma delle domande in base alle priorità definite dal presente statuto • Gestione economica (bilancio, spese ordinarie e straordinarie, collegamento con CPAE e definizione delle quote di partecipazione) • Manutenzione e sicurezza 3.1.4 Il Gruppo Direttivo, fatte le valutazioni del caso, avrà facoltà di ammettere alle attività della Casa Alpina persone bisognose senza richiedere alcun contributo 3.1.5 Il Gruppo Direttivo ha facoltà di ammettere gruppi extra parrocchiali che ne faranno richiesta richiedendo loro un programma di massima delle attività. 3.1.6 Il Gruppo Direttivo favorirà l’utilizzo della casa a soggetti e/o gruppi portatori di handicap. 3.1.7 Il mancato rispetto delle finalità prefissate e/o del regolamento interno (anche sull’esperienza degli anni precedenti) potrà essere causa di esclusione, da parte del Gruppo Direttivo, di singole persone o di gruppi che ne abbiano fatto richiesta. 3.1.8 Il Gruppo Direttivo stilerà il regolamento interno della casa, fissandone i criteri d’uso e apportando, quando necessario, le dovute modifiche. 3.2 Struttura di gestione 3.2.1 Presenza operativa In caso di non disponibilità di presidio del Gestore, il "Gruppo Direttivo" potrà demandare la responsabilità della casa, al referente del gruppo che ne ha fatto richiesta. 3.2.2 Compiti del Gestore • Far rispettare il regolamento interno della casa e lo stile di comportamento da attuare e mantenere durante i soggiorni • Verificare il corretto uso delle strutture e dei servizi, sia interni che esterni alla casa • Registrare eventuali guasti o danneggiamenti alla casa o a strutture esterne, dandone comunicazione a chi di competenza, in modo da pianificare le attività di manutenzione. • Prendere eventualmente i provvedimenti del caso a seguito di danni causati all’immobile, o alle proprietà confinanti o per il mancato rispetto del presente statuto • Approvvigionamento di quanto necessita, nel caso di servizio completo ai gruppi. 3.2.3 Altre attività 3.3 Assemblee e votazioni 3.3.1 Convocazione 3.3.2 Votazioni 4.0 Sostentamento economico ed amministrativo 4.1.1 Quote di partecipazione 1. Spese di vitto 2. Spese di gestione (Acqua, Gas, Energia elettrica) 3. Spese di sostentamento dell’attività (Assicurazioni, manutenzioni, ecc.) Ai gruppi a cui sarà data, o concessa, la casa in
autogestione verrà richiesta la sola spesa di alloggio (vedi punti 2 e 3). 4.1.2 Personale di servizio e animatori. • Alle persone di turno del "Gruppo di gestione" (gestori) presenti nella casa sarà garantito vitto ed alloggio. • AI personale di supporto alla cucina e altri servizi, in un giusto rapporto con i partecipanti alle varie attività, che presterà la sua opera volontariamente e gratuitamente, sarà garantito il vitto e l’alloggio. • Agli animatori dei vari gruppi sarà richiesta la sola quota del vitto in un rapporto di 1 animatore ogni 6 animati. 4.1.3 Gestione economica 5.0 Modalità e priorità d’ uso • I° scaglione - gruppi parrocchia di S.Martino Vescovo di Vedelago • II° scaglione - gruppi parrocchiali del comune di Vedelago con gli eventuali gemellaggi. • III° scaglione - gruppi vari secondo l’ordine dì richiesta 6.0 Varie 6.1 Rapporti con il territorio 6.2 Validità dello Statuto Il presente statuto può essere modificato dal Gruppo Direttivo previa approvazione del CPP alla fine di un esercizio annuale e comunque prima del successivo. 6.2 Il Parroco pro-tempore 6.3 Nota conclusiva |